Perché Salvini piace?
Perché personaggi come Matteo Salvini e Donald Trump piacciono? Perché riscuotono tutto questo successo?
Non stiamo parlando di politica, ma di comunicazione. Dov’è finito il leader positivo che affascinava le folle con messaggi di positività, solidarietà e fiducia nel futuro, ponendosi come buon esempio per giovani e meno giovani?
La psicologia si è sempre occupata, soprattutto in ambito aziendale, del tema della leadership, considerandola come una capacità fondamentale per avere successo nel lavoro, nella scuola e nella vita in generale.
Ma si è sempre occupata di quella che potremmo chiamare leadership positiva: si parla di intelligenza emotiva (Goleman, 2000), senso di appartenenza, libertà di pensiero e di espressione, creatività. Tutte parole che sono scomparse in quella che possiamo chiamare, per contrapposizione, leadership negativa.
Cos’è la leadership negativa?
Per leadership negativa si intende uno stile interpersonale e comunicativo basato sull’attacco all’altro, sulla negazione, sul rifiuto, sulla difesa delle proprie posizioni a priori, sulla critica e sull’offesa: siamo tutti d’accordo nel dire che questi elementi possono influenzare negativamente l’atto comunicazionale, ma attualmente il loro utilizzo nella leadership negativa è recepito positivamente dal pubblico generale (Chou, 2019).
Perché funziona?
Perché questo stile interpersonale e comunicativo è capace di creare un senso di sicurezza e di identità unitaria, due elementi che le comunità, soprattutto occidentali, sentono esser state minacciate gravemente (Galimberti, 2018). L’atteggiamento negativo rafforza il senso del “Noi contro Voi”, fondamentale per rafforzare l’unione e il potere del leader all’interno di un gruppo, delineando così dei confini chiari e invalicabili all’interno dei quali ci si possa sentire protetti.
Per approfondire…
- Galimberti, U. (2018). I Miti del Nostro Tempo. Feltrinelli, Settima edizione.
- Antonelli B. (2019). Berlusconi incorona Salvini: ora è il leader del centrodestra. Il Tempo.
- Fontana, A. (2018). Il “cattivismo” come scusa. Il ruolo del “signore oscuro” e dell’ “evil duo” nell’immaginario pubblico e nell’azione sociale. Narrability Journal.
- Polito, A. (2016). I populisti vanno presi sul serio. Il Corriere della Sera.
- Robecchi, A. (2015). Hate speech e cattivismo: ‘Sono un italiano, così umano che quasi quasi li amazzerei tutti’. Il Fatto Quotidiano.
- https://www.stateofmind.it/2019/12/leadership-negativa/
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