La ruminazione depressiva
Vi è mai capitato di pensare continuamente ad un problema, senza però trovare mai una soluzione concreta? Passate molto tempo a riflettere su voi stessi, sul vostro umore, sui vostri insuccessi ed errori? Vi fate spesso domande del tipo “Perché mi sta accadendo questo?”, “Perché non riesco a stare meglio?”, “Cos’ho che non va?” Queste sono alcune delle riflessioni tipiche di chi ha l’abitudine mentale della ruminazione.
Cosa è la ruminazione?
La ruminazione è un pensiero ripetitivo e ricorrente sui sintomi, sulle emozioni, sui problemi, sugli eventi e sugli aspetti negativi della propria vita, con una particolare attenzione rivolta alle loro cause, ai loro significati e alle loro implicazioni (E.R. Watkins 2018).
Ruminare significa concentrarsi passivamente e in modo ripetitivo sui sintomi della propria sofferenza e sulle circostanze che accompagnano tali sintomi (N.Hoeksema et al. 1997).
Ruminare è sbagliato?
Stiamo parlando di una reazione comune, normale e talvolta utile: è capitato sicuramente a tutti di ruminare su un particolare evento, ad esempio la fine di una relazione, per cercare di capirne le ragioni e stare meno male.
Questo tipo di ruminazione “positiva” ha solitamente una breve durata e si caratterizza per una modalità di elaborazione delle informazioni concreta, contestualizzata e centrata sull’obiettivo: porta solitamente alla risoluzione del problema per il quale è nata.
La ruminazione “negativa” invece è caratterizzata da una modalità di elaborazione astratta, senza obiettivo e senza il passaggio all’azione: questo tipo di ruminazione non è funzionale alla risoluzione del problema e può diventare patologica.

L’abitudine mentale della ruminazione è spesso associata alla depressione, principalmente perché intensifica il pensiero negativo e limita la nostra capacità di trovare soluzioni concrete ai problemi. Passare un tempo eccessivo a ruminare peggiora lo stato emotivo e riduce la motivazione ad agire.
Rifletti prima di agire
Molti di voi diranno “Ok, ma io ho bisogno di pensare bene ad una cosa, prima di farla”.
Tenete però presente che un ragionamento è produttivo solo se bilancia correttamente pensiero e azione. Affinché il ragionamento sui problemi e sulle difficoltà si riveli utile, il rapporto tra pensiero e azione deve essere equilibrato: se il pensiero è eccessivo e non conduce all’azione, si resta bloccati; se si agisce senza riflettere, si hanno conseguenze non gradite.
Come smettere di ruminare?
Invece che cercare incessantemente la causa degli eventi spiacevoli che vi accadono, è molto più funzionale pensare a come poter agire, per poi mettere in pratica le idee che avete avuto.
La ruminazione è un’abitudine mentale, e come tutte le abitudini possono essere modificate, abbandonate o sostituite da abitudini più funzionali.
E’ inoltre possibile e molto utile scoprire (attraverso un semplice questionario) la frequenza della nostra ruminazione: il primo passo per poter agire il cambiamento infatti è la consapevolezza.
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