La Sindrome PreMestruale

Cosa è, e come si combatte?

La sindrome premestruale (SPM) è un problema con cui moltissime donne combattono ogni mese. Cefalea, dolore e tensione al seno, difficoltà a dormire, irritabilità sono alcuni dei disturbi che possono manifestarsi, in forma più o meno intensa, qualche giorno prima del ciclo: i sintomi si manifestano nella fase luteale del ciclo mestruale: tendenzialmente peggiorano una settimana prima e raggiungono il picco circa i due giorni precedenti l’inizio del ciclo.

I sintomi più invalidanti risultano essere l’irritabilità e l’aggressività: capita che la donna si ritrovi incapace di gestire in modo adeguato relazioni familiari o sociali, e che la qualità della vita peggiori drasticamente. In questo caso si parla di Disturbo Disforico Premestruale.

Tutte le donne ne soffrono?

Non tutte le donne soffrono di Sindrome PremestrualeoDisturbo Disforico Premestruale: l’85% delle donne in età riproduttiva presenta una lieve sintomatologia, il 20-25% presenta invece una sintomatologia più invalidante, tale da poter fare diagnosi di Sindrome Premestruale; infine solo il restante 5% soddisfa i criteri per un vero e proprio Disturbo Disforico Premestruale, con importanti conseguenze nella propria vita quotidiana, relazionale e lavorativa (Di Scalea e Pearlstein, 2017).

La sindrome premestruale colpisce con più intensità le donne tra i 30 e i 40 anni.

 

Quali sono le cause della Sindrome Premestruale?

Anche se i fattori che causano questa sindrome non sono ancora ben chiari, è opinione ormai accettata che la Sindrome Premestruale sia dovuta ad una concomitanza di diversi elementi: socioculturali, psicologici e biologici (ormonali).

Per quanto riguarda i fattori psicologici, diversi studi hanno verificato che le donne che soffrono di SPM sono più dubbiose, più apprensive ed emotivamente fragili, con poca autostima, poca fiducia in se stesse ed un forte bisogno di conferme da parte degli altri; spesso la SPM viene associata alla presenza di fattori stressanti concomitanti.

Altri studi evidenziano però l’esistenza di un disturbo specifico della fase luteinica, il quale si sviluppa su di una base libera da malattie psichiatriche ed è in contrasto con le teorie psicologiche e socioculturali fin qui esposte.

Esiste una soluzione?

E’ possibile gestire e rendere più tollerabili i sintomi della Sindrome Premestruale con alcuni accorgimenti (Ryu e Kim, 2015):

-svolgere attività aerobica regolare (pilates, camminata veloce o corsetta leggera)

-mantenere una buona regolarità del sonno

-aumentare il consumo di carboidrati complessi (pasta, pane e tuberi), assumere carbonato di calcio, e ridurre il consumo di dolci, sale, caffè e alcol

-diventare più consapevoli delle situazioni che favoriscono il nostro stress e cercare di modificarle

-utilizzare l’agnocasto (detto anche “pepe falso” o “pepe del monaco”): questa pianta officinale riduce l’emissione di estrogeni, progesterone e prolattina, diminuendo di conseguenza i sintomi fisici del disturbo premestruale

-utilizzare contraccettivi orali

-imparare alcune tecniche di rilassamento: aiutano a regolare la tachicardia e la tensione muscolare che provoca mal di pancia, mal di schiena e mal di testa

Nei casi di Disturbo Disforico Premestruale e in generale nelle situazioni in cui la sintomatologia è grave e invalidante, la letteratura consiglia un trattamento farmacologico e psicoterapeutico.

Riguardo al trattamento psicoterapeutico, la maggior parte degli studi fa riferimento alla terapia cognitivo comportamentale, che permette di imparare ad utilizzare nuove strategie di coping e diventare più consapevole dei propri pensieri e delle proprie emozioni (Hantsoo e Epperson, 2015; Ryu e Kim, 2015).

A livello farmacologico, invece, il trattamento di elezione è rappresentato dagli antidepressivi (Ryu e Kim, 2015).

La maggiore conoscenza e la consapevolezza del quadro clinico permette alle donne di affrontare il periodo che precede il ciclo con maggiore senso di tranquillità e capacità di gestione dei sintomi. Tenere un calendario o un diario dei sintomi può aiutare le donne ad individuare i sintomi più fastidiosi e i tempi in cui si verificano. Queste informazioni possono aiutare i medici e gli psicologi a diagnosticare il disturbo disforico premestruale e stabilire il trattamento appropriato.

 

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Laura Grigis Psicologa Bergamo
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